08 febbraio 2026
Il 4 marzo si è celebrata la Giornata
mondiale dell’obesità, patologia complessa e multifattoriale influenzata da
fattori genetici, ambientali e psicologici che interessa nel mondo oltre un
miliardo di persone, con una tendenza all’aumento, e che è associata a decine
di complicanze cliniche tra cui diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari,
tumori e disturbi muscolo-scheletrici. Dati preoccupanti anche per le fasce di
popolazione più giovani, con il 19% dei bambini di 8-9 anni in sovrappeso e il
9,8% obeso; la diffusione è più marcata nelle regioni meridionali, e nelle aree
economicamente più svantaggiate.
L'Italia con l’approvazione della
legge n.149 “Disposizioni per la prevenzione e la cura dell’obesità” è il primo
Paese al mondo dotato di una normativa specifica che riconosce l’obesità come
patologia e ne prevede l’inclusione nei livelli essenziali di assistenza. Alle
misure legislative si affiancano l’inserimento della patologia nel Piano
nazionale della cronicità, il Fondo per la prevenzione dell’obesità con risorse
dedicate per il triennio 2025-2027 e la PdL 2663 Camera dei Deputati
“Istituzione del programma nazionale diagnostico per la prevenzione e la
gestione dell’obesità nell’adolescenza.”
Il riconoscimento legislativo
dell’obesità come malattia cronica segna un passaggio decisivo: non più una
condizione legata esclusivamente a stili di vita individuali, ma una patologia
che richiede un percorso di cura strutturato, integrato e continuativo.
La SIO, Società Italiana dell’Obesità
in collaborazione con 20 organizzazioni scientifiche, istituzionali e
rappresentanti dei pazienti aderenti alla World Obesity Federation, ha prodotto
e promosso la “Carta di Erice 2026 sull’Obesità”. Il documento impegna la
comunità scientifica a riconoscere l’obesità come malattia cronica e a
garantire un accesso equo alle cure.